Studi di popolazione

Collana “Studi in memoria di Marco Paolo Tucci”

Entro il 29 giugno 2027 uscirà per le Edizioni La Vela una collana composta di 5 volumi in memoria del prof. Marco Paolo Tucci. Il filo conduttore della collana è la sostenibilità (esistenziale, economica, demografica, giuridica, turistica), in cui i vari autori riprendono e sviluppano un tema – la sostenibilità, appunto – alla base di molti studi del prof. Tucci. Anticipiamo una copertina della collana, che riveste una particolare importanza. Infatti, il prof. Tucci è stato uno studioso di grande levatura: Ordinario di Economia politica e Statistica, ha insegnato dapprima presso il Dipartimento di Giurisprudenza e poi nel Dipartimento di Scienze politiche. Egli ha dedicato la sua carriera all’analisi dei fenomeni economici con un’attenzione costante all’etica e all’innovazione. Figura di riferimento per l’Ateneo di Siena, si è distinto non solo scientificamente ma anche per la profonda umanità.

Generare futuro

La natalità, e con essa la famiglia, ha subito, negli ultimi sessant’anni circa, notevoli trasformazioni, complete e profonde; trasformazioni che peraltro corrono di pari passo con quanto subito dall’intera popolazione italiana che risulta essere decisamente in calo. Il punto focale lo si può verosimilmente individuare nella sempre maggiore capacità acquisita dall’uomo di controllare tanto la nascita quanto la morte e quindi dalla rarefazione di questi due eventi fondamentali della vita di ciascuno di noi. È evidente che, se cambiano l’intensità e la qualità degli eventi, è cambiato anche il modo con cui li si vive: bambini e vecchi diventano i punti cardine del ragionamento demografico nel senso che esso si incentra sul rapporto numerico nipoti-nonni. L’attuale denatalità, oggi più di ieri, colpisce soprattutto il nostro Paese rispetto ad altre realtà occidentali, con conseguenze economiche oltre che sul sistema pensionistico, previdenziale e fiscale.

Pandemia e shock demografico

Con quali modalità la pandemia ha interagito con lo scenario di decremento demografico in corso? Quali conseguenze essa ha determinato nell’evoluzione demografica e quali prospettive si sono aperte per tentare di invertire la tendenza di un panorama demografico già pericolosamente compromesso? Esiste una strada percorribile per porre fine all’inverno demografico? Sono soltanto alcuni degli interrogativi ai quali si è tentato di rispondere analizzando dati e indicatori che la demografia mette a disposizione in ragione della rinnovata consapevolezza, in parte merito della pandemia stessa, circa la necessità non più rinviabile di studiare nuove politiche pubbliche atte a porre un freno a questa pericolosa china. Un alibi, quello del Covid-19 per certi versi. Perché da un lato ha finito per essere identificato come la causa di dinamiche che, invece, affondano le loro radici in decenni di inerzia e sottovalutazione della crisi demografica. Dall’altro perché è divenuto pretesto legittimo per giustificare un’iniezione di denari pubblici senza precedenti che costituiranno debito per le generazioni future.

La plasmabilità della demografia

La demografia ha per oggetto lo studio della popolazione. Essa non è solo freddo tecnicismo, non è cioè solo costruzione di indici, quozienti, grafici, modelli esplicativi dei fenomeni riguardanti l’aggregato demografico. La sfida del demografo sta infatti nell’interpretazione del dato, nella sua capacità di contestualizzarlo e comprenderlo, che si tratti di macro-demografia o di micro, di grandi o piccole aree di studio, della popolazione di oggi e di ieri, nonché di quella futura. Il demografo deve cioè saper analizzare criticamente il dato e far comprendere al lettore, grazie all’ausilio del valore numerico, la peculiarità dei cambiamenti del momento che studia inserendo il dato quantitativo nel contesto storico, sociale, economico, politico e culturale che analizza. Da più parti si parla di demografie e non di demografia proprio per evidenziare la plasmabilità della disciplina, nonché la sua multicentricità.

Dalla demografia storica all’intelligenza artificiale

Si potrebbe definire questo testo un libro trasversale tra demografia, storia, aspetti sociali, economici, antropologici della società. In sintonia, del resto, con quanto prevede e prescrive l’orientamento epistemologico della ricerca scientifica, alle prese con la lettura di una complessità sempre maggiore e più articolata delle società contemporanee. In queste pagine, infatti, scritte da esperti della disciplina, da collaboratori alla cattedra di demografia, da neolaureati e da studenti di demografia, si persegue l’obiettivo di dimostrare come questa materia costituisca un fulcro essenziale per le scienze umane grazie alla sua caratteristica di plasmabilità. Una raccolta di saggi diversi di autori con formazioni differenti che tuttavia intendono rappresentare un pensiero volto a far comprendere come il quantitativo ben si coniughi al qualitativo, in un’ottica informativa e conoscitiva estremamente necessaria e funzionale.

Demografia e turismo

Il presente volume nasce dall’intento di esplorare, in prospettiva interdisciplinare, l’intersezione tra trasformazioni demografiche e fenomeni turistici: due ambiti spesso trattati separatamente ma che, nell’attuale congiuntura storica, mostrano una crescente interdipendenza. L’Italia, paese a vocazione turistica per eccellenza, si trova oggi a confrontarsi con sfide complesse: da un lato l’intensificazione e la diversificazione dei flussi turistici, dall’altro un progressivo indebolimento della struttura demografica, con implicazioni rilevanti sul piano sociale, economico, culturale e territoriale.

Gli esposti nel XIX Secolo

Giungere a una visione unitaria della vita dei trovatelli è complesso: la sorte di ciascun bambino abbandonato è il risultato di una confluenza di elementi e fattori legati alla realtà in cui essi si trovano a combattere fin dalla loro nascita. L’Archivio di Stato di Siena (ASS) e l’Archivio di Stato di Grosseto (ASG) rappresentano i punti di partenza di questa ricerca, basata più che altro su documenti e dati rilevati nei fondi archivistici allo scopo rinvenuti. La natura dei dati che forniscono informazioni è per così dire “amministrativa”. La registrazione, che avveniva per mano dell’istituzione preposta a raccogliere l’infante abbandonato, segna più che altro dati generali come se la storia individuale del trovatello fosse cadenzata alla stregua di una questione contabile. Il periodo di riferimento è il triennio 1840-1841-1842 e la zona di interesse è la provincia inferiore senese.