di Lucrezia Crociani
In riferimento all’articolo San Francesco e cammini spirituali a Siena – pubblicato da Cinzia Buccianti sulla rivista Metodo[1] – viene riportata qui di seguito un’integrazione sui luoghi che si inseriscono nel più ampio intreccio tra il Cammino Cateriniano e la Via Francigena: primo tra questi Bagno Vignoni, luogo profondamente legato alla figura di Santa Caterina. Il borgo, immerso nel paesaggio armonioso della Val d’Orcia e costeggiato dalla Via Francigena, rappresenta una tappa significativa non solo dal punto di vista storico, ma anche spirituale, ponendosi come punto di incontro tra due grandi tradizioni di pellegrinaggio: quella medievale europea e quella più specificamente legata alla figura della santa senese.
Nella tradizione religiosa medievale, il cammino a piedi non era semplicemente uno spostamento fisico, ma un vero e proprio percorso interiore fatto di riflessione, sacrificio e crescita personale. In questo senso, ogni tappa assumeva un valore simbolico: le difficoltà del viaggio contribuivano a rafforzare la fede e a rendere più significativo il raggiungimento della meta. Bagno Vignoni si inserisce pienamente in questa dimensione, offrendo ai pellegrini, ieri come oggi, uno spazio in cui la dimensione del viaggio si intreccia con quella della spiritualità. Santa Caterina da Siena soggiornò qui più volte nella seconda metà del Trecento, durante i suoi frequenti spostamenti tra Siena, Roma e altri centri del territorio toscano. La sua presenza si colloca in un contesto già noto fin dall’età romana per le proprietà terapeutiche delle acque termali, ma assume un significato che va ben oltre il semplice benessere fisico. Per la santa, infatti, queste soste rappresentavano momenti di raccoglimento, preghiera e rigenerazione interiore, perfettamente in linea con il senso profondo del pellegrinaggio.
Il cuore del borgo, la suggestiva Piazza delle Sorgenti, con la sua grande vasca di acqua calda fumante, costituiva allora come oggi un luogo altamente simbolico, in cui la dimensione naturale e quella spirituale sembrano fondersi. Le acque termali, elemento centrale del paesaggio, diventano così metafora di purificazione e rinnovamento, accompagnando il pellegrino in un’esperienza che è al tempo stesso fisica e interiore. La tradizione locale individua nello Spedale di Santa Maria il luogo che accolse la santa, mentre la vicina Chiesa di San Giovanni Battista rappresentava uno spazio privilegiato per la preghiera. Poco distante, il sistema del Parco dei Mulini testimonia come queste stesse acque, oltre a essere fonte di beneficio, abbiano sostenuto per secoli la vita quotidiana e produttiva del borgo, contribuendo a definire un equilibrio unico tra natura, fede e ingegno umano.
Seguendo il perimetro della vasca il turista o il pellegrino può ancora oggi trovare delle testimonianze di questo soggiorno: il Loggiato di Santa Caterina e la piccola cappella in suo onore. In tale cornice si inseriscono le testimonianze agiografiche della Legenda Maior di Raimondo da Capua e della Legenda Minor di Tommaso da Siena, che riportano il tentativo di Monna Lapa, madre di Caterina, di distogliere la figlia dalle sue aspirazioni ascetiche conducendola presso le acque termali di Bagno Vignoni. Tuttavia, anziché abbandonarsi al benessere e al sollievo che ancora oggi caratterizzano il luogo, Caterina trasformò questa esperienza in un’occasione di penitenza, utilizzando le acque bollenti come strumento di mortificazione del corpo, in piena coerenza con il significato spirituale del cammino come pratica di ascesi e purificazione interiore. La presenza della santa nel borgo è documentata tra il 1362 e il 1367 e, con ogni probabilità, anche in un successivo soggiorno nel 1377, in concomitanza con la sua permanenza alla Rocca di Tentennano, confermando il ruolo di Bagno Vignoni come luogo significativo all’interno dei suoi itinerari. In questo contesto il borgo si configura ancora oggi come una tappa imprescindibile per i pellegrini del Cammino Cateriniano e della Via Francigena, un luogo in cui il cammino non è solo attraversamento di uno spazio, ma esperienza di trasformazione interiore, e in cui la memoria di Santa Caterina continua a vivere, profondamente radicata nell’identità stessa del paesaggio.
Un’altra tappa significativa per la dimensione naturale e spirituale delle acque termali è rappresentata da Bagni San Filippo, località nota fin dall’antichità per le sue sorgenti sulfuree e per il paesaggio unico modellato dai depositi calcarei. Anche in questo caso, come per Bagno Vignoni, l’acqua non costituisce soltanto un elemento naturale, ma diventa simbolo di rigenerazione fisica e interiore, inserendosi pienamente nella logica del pellegrinaggio medievale lungo la Via Francigena. Il toponimo del luogo appartenente al comune di Castiglione d’Orcia è tradizionalmente legato alla figura di San Filippo Benizi, religioso dell’Ordine dei Servi di Maria vissuto nel XIII secolo, canonizzato nel 1671. La sua presenza è importante soprattutto a livello devozionale: Benizi fu infatti una figura centrale nella diffusione dei Servi di Maria e nella promozione di una spiritualità improntata alla penitenza, all’umiltà e alla vita eremitica. Sebbene non vi siano prove storiche di una sua permanenza diretta nella zona, la dedicazione del sito riflette la tendenza medievale ad associare luoghi naturali isolati e suggestivi a santi legati alla vita ascetica, creando così una forte sovrapposizione tra paesaggio e spiritualità.
In questo senso, Bagni San Filippo si inserisce idealmente nella stessa logica dei percorsi cateriniani: l’acqua termale e l’ambiente selvaggio e isolato diventano elementi che favoriscono il raccoglimento e la meditazione, richiamando la dimensione interiore del pellegrinaggio. Le formazioni calcaree bianche, come la celebre “Balena Bianca”, contribuiscono inoltre a rafforzare l’immagine di un paesaggio quasi sospeso, percepito nel Medioevo come luogo liminale tra natura e trascendenza.
All’interno del sistema della Via Francigena e dei percorsi devozionali toscani, Bagni San Filippo rappresenta dunque una tappa complementare rispetto a centri più strutturati come Bagno Vignoni: un luogo più marginale, ma proprio per questo particolarmente adatto a esprimere la dimensione di isolamento e riflessione tipica dell’esperienza del pellegrino.
Bibliografia
Comune di San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni: storia e territorio, materiali istituzionali.
Crociani, L. (2024). Analisi del patrimonio storico-artistico e naturale di Campiglia d’Orcia: un’indagine sul turismo. Tesi di laurea triennale, Università per Stranieri di Siena, Siena.
Regione Toscana, Val d’Orcia Patrimonio UNESCO, schede storico-culturali.
Regione Toscana, Bagni San Filippo e area termale della Val d’Orcia, schede territoriali.
[1] Metodo: rivista di architettura, arte, politica internazionale, storia, scienze e società.


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